Il caso del Casinò de la Vallèe

Casinò de la VallèeChe da oltre un decennio i Casinò italiani non se la stanno passando bene è più che risaputo. I conti in rosso dei quattro Casinò nazionali li ha costretti a pesanti tagli. Nel grande calderone della crisi economica-finanziaria ci sono finiti dentro sia giocatori che Case da gioco, ma quest’ultime stanno pagando a caro prezzo la concorrenza con le più performanti e attraenti giochi a distanza. E’ spiazzante la cocciutaggine di queste società nel perseverare ad andare avanti quando tutti i numeri li danno per perdenti.
Queste aziende sono i casinò municipali italiani, i quali che hanno perso completamente la reale dimensione. Per assurdo sono diventati come i loro vecchi giocatori? Ossia si illudono di poter guadagnare contro il banco?
No, non sono così sprovveduti, ma è la solita storia italiana fatta di furbetti e parassiti sempre pronti a prosciugare i conti dei cittadini.

Il caso del Casinò de la Vallèe
Il caso più eclatante riguarda il Casinò de la Vallèe, quello che un tempo era soprannominato il tempio del gioco europeo oggi è in passivo di milioni di euro. Ma il dato più sconcertante è che, non riuscendo più a prosciugare le tasche dei giocatori, ha pensato bene di rifarsi sulla casse regionali. dove ha ottenuto quasi 100 milioni di euro per una ristrutturazione che non solo è servita a niente, ma ha pure danneggiato albergatori e ristoratori di tutta la Valle d’Aosta.

Nell’occhio del ciclone sono finiti il Dottor Frigerio, dirigente della famosa casa da gioco valdostana. L’ex presidente della Regione Valle d’Aosta Dottor Rollandin con i suoi consiglieri regionali. Secondo i gruppi regionali di opposizione colpevoli rispettivamente di non riconoscere il fallimento del Casinò di Saint Vincent il primo e di mancata garanzia e vigilanza i secondi. Tutti rei di guadagnare cifre spropositate senza mai aver presentato i documenti e le fatture più volte richieste per giustificare le spese fatte per la ristrutturazione del Casinò de la Vallèe spa.